“Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin, braccio di al-Qaeda: come è diventata una delle organizzazioni jihadiste più pericolose in Africa”

Tuesday, November 11, 2025

“Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin, braccio di al-Qaeda: come è diventata una delle organizzazioni jihadiste più pericolose in Africa”

     Il gruppo “Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM)”, principale affiliato di al-Qaeda nel Sahel, è oggi una delle organizzazioni terroristiche più attive e pericolose della regione. In pochi anni è passato dall’essere una formazione locale con influenza limitata a un’organizzazione armata in grado di minacciare la sicurezza regionale e internazionale.
L’alleanza, che riunisce migliaia di combattenti provenienti da Mali, Niger, Burkina Faso e Nigeria, sfrutta il vuoto di sicurezza e la fragilità istituzionale nelle aree minerarie e lungo i confini per consolidare la propria presenza e ampliare il proprio controllo.
Origine e struttura
Il gruppo è stato fondato nel marzo 2017 a seguito della fusione di quattro principali organizzazioni terroristiche:
“ʾAnṣār ad-Dīn”, guidata da Iyad Ag Ghali;
“Katā'ib al-Murābiṭūn”, guidate da Mokhtar Belmokhtar;
“Jabhat Taḥrīr Māsīnā”, guidato da Amadou Koufa;
“Imārat aṣ-Ṣaḥrā’ al-Kubrā”, affiliato ad al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM).
Attualmente il gruppo è guidato da Iyad Ag Ghali e dispone di una struttura gerarchica articolata in un Consiglio della Shura, comitati operativi per il finanziamento, il reclutamento e la propaganda, nonché cellule locali semi-autonome attive in Mali, Burkina Faso, Niger e Nigeria.
Aree di attività
“Jama’at Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM)” esercita un controllo di fatto su un’area stimata in oltre un milione di chilometri quadrati, che si estende dal centro del Mali fino alle frontiere con Niger e Burkina Faso. In queste zone il gruppo ha instaurato una sorta di “stato ombra” fondato su:
Riscossione di tasse e tributi sulle carovane commerciali;
Gestione del traffico di oro e carburante;
Controllo delle principali vie di comunicazione verso Bamako.
Fonti di finanziamento
Le principali risorse economiche derivano da:
Sequestri e riscatti, con oltre 23 rapimenti di stranieri registrati nel 2025 in Mali, Niger e Burkina Faso;
Attacchi armati contro unità militari e istituzioni governative, oltre 70 nel solo secondo semestre del 2024;
Terrorismo economico, attuato mediante l’assedio di città come Bamako, che ha provocato un aumento del 200% dei prezzi dei carburanti, l’interruzione degli aiuti umanitari e la chiusura di scuole e università, generando oltre 440.000 sfollati interni.
Reclutamento e strategia
Il gruppo recluta principalmente giovani appartenenti a comunità povere e marginalizzate, promettendo sicurezza locale e giustizia tradizionale. Sfrutta conflitti etnici e il vuoto istituzionale per consolidare la propria presenza e legittimarsi come autorità alternativa.
Dimensione regionale della minaccia
In Niger e Burkina Faso, “Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM)” sta espandendo il raggio delle proprie operazioni verso est e sud, aggravando la crisi di sicurezza nella fascia di confine.
In Nigeria, mantiene rapporti di cooperazione tattica con elementi di “Boko Haram” per scambio di informazioni e combattenti.
A livello continentale, si teme che l’Africa occidentale possa divenire una base strategica di “al-Qaeda”, soprattutto dopo il declino del “Daesh” in Medio Oriente.
Obiettivi strategici
Istituire un “Emirato islamico” ispirato all’ideologia di al-Qaeda.
Sfruttare le divisioni etniche per ampliare il reclutamento.
Integrare azione militare e amministrazione civile per consolidare il controllo territoriale.
Potenziare la propaganda digitale su Telegram e altre piattaforme locali.
Sforzi di contrasto
A livello locale, il governo maliano ha avviato operazioni militari e iniziative di riconciliazione comunitaria, sebbene con risultati limitati.
A livello regionale, Niger, Burkina Faso e Ciad hanno intensificato la cooperazione di intelligence e rilanciato il “G5 Sahel”, nonostante il ritiro del Mali.
A livello internazionale, le Nazioni Unite hanno inserito “Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM)” nella lista delle entità terroristiche dal 2020; l’Unione Europea e gli Stati Uniti sostengono programmi di addestramento e supporto alle forze africane; mentre Amnesty International ha lanciato l’allarme per una possibile catastrofe umanitaria se l’espansione del gruppo dovesse continuare.
Ruolo dell`Osservatorio di Al-Azhar
L’ Osservatorio di Al-Azhar per il Contrasto all'Estremismoubblica regolarmente analisi e rapporti nelle principali lingue africane (swahili, hausa, fulfulde) per smascherare l’ideologia di “Jama’at Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM)” e promuovere il pensiero religioso moderato.
L’Osservatorio sottolinea la necessità di intensificare gli sforzi su più fronti:
Rafforzare la cooperazione di intelligence tra i paesi del Sahel;
Monitorare il commercio dell’oro e i flussi finanziari sospetti;
Sviluppare programmi di de-radicalizzazione e reinserimento sociale;
Attivare un maggiore coordinamento tra Unione Africana e Nazioni Unite;
Coinvolgere i leader tradizionali e religiosi nei processi di riconciliazione.


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