Wednesday, December 10, 2025

L’Osservatorio di Al-Azhar sui crimini dei gruppi terroristici in Africa Occidentale registra, nel mese di novembre, un incremento senza precedenti del 98,6% nei casi di rapimento

     L’Osservatorio di Al-Azhar per il Contrasto all’Estremismo continua a monitorare con attenzione l’attività dei gruppi terroristici nel continente africano, in particolare nella regione dell’Africa occidentale e del Sahel, considerata tra le aree di crisi più pericolose al mondo. Nel mese di novembre, i gruppi affiliati ad al-Qaida e Daesh hanno condotto 12 operazioni terroristiche, causando la morte di 96 persone, il ferimento di altre 48 e il rapimento di 365 civili.
Questi dati mostrano un incremento dell’8,3% nelle operazioni terroristiche rispetto al mese di ottobre. Tale crescita si è riflessa direttamente sull’entità delle perdite umane: il numero delle vittime è aumentato del 22,9% e quello dei feriti del 27,1%, rispetto a ottobre, quando erano state registrate 11 operazioni con 74 morti, 35 feriti e 5 rapimenti.
Aumento critico nei casi di rapimento
Il dato più allarmante registrato a novembre è l’impennata dei rapimenti: da 5 casi in ottobre a 365 casi in novembre, con un aumento senza precedenti del 98,6%, il livello più elevato dall’inizio dell’anno.
Questa evoluzione indica un cambiamento tattico radicale da parte dei gruppi terroristici, in particolare in Nigeria, che stanno ricorrendo sempre più a rapimenti di massa come strumento di pressione politica, ricatto dei governi, fonte di finanziamento e mezzo per terrorizzare le comunità locali.
Il fenomeno riporta inoltre in primo piano le modalità operative di Boko Haram e Daesh Africa Occidentale, basate sull’assalto a scuole, villaggi e strade rurali, segnando un passaggio dagli attacchi diretti convenzionali a operazioni mirate al controllo temporaneo del territorio e all’imposizione di un dominio sulle comunità attraverso la cattura di ostaggi.
Distribuzione geografica degli attacchi
Nigeria:
La Nigeria è stata il Paese più colpito nel mese di novembre, con 7 attacchi su 12, che hanno causato 17 morti, 14 feriti e 361 rapimenti. Ciò evidenzia la trasformazione del Paese in un epicentro dei rapimenti di massa e l’indebolimento dei sistemi di sorveglianza nelle aree rurali del nord-est.
Mali:
Il Mali ha registrato il numero più alto di vittime, con 4 attacchi che hanno causato 62 morti, 100 feriti e 4 rapimenti. Tali operazioni, spesso rivendicate dal gruppo “Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM)”affiliato ad al-Qaida, riflettono un’espansione degli assalti contro convogli e posti di blocco dopo il ritiro delle forze ONU.
Niger:
Il Niger ha subito un solo attacco, che ha provocato però 17 morti e 34 feriti, confermando la vulnerabilità delle sue frontiere con Nigeria e Mali, divenute corridoi attivi per i movimenti dei gruppi armati.
Burkina Faso, Senegal, Benin:
Questi Paesi non hanno registrato attacchi nel mese di novembre, un segnale di relativa stabilità che, tuttavia, non elimina il rischio di improvvise recrudescenze.
Sforzi di contrasto al terrorismo
Le forze governative e regionali hanno condotto 5 operazioni militari nel mese di novembre, che hanno portato all’eliminazione di 118 terroristi e all’arresto di altri 73.
Rispetto a ottobre, le operazioni militari sono diminuite da 10 a 5, e il numero di terroristi neutralizzati è sceso da 187 a 118, indicando un rallentamento delle attività belliche e un indebolimento della risposta coordinata delle forze regionali. Questo calo suggerisce una maggiore difficoltà nel mantenere un approccio offensivo e un aumento della dipendenza da operazioni difensive.
Significato strategico degli sviluppi recenti
L’analisi complessiva dei dati indica che le dinamiche registrate a novembre non possono essere comprese senza considerare l’evoluzione progressiva dei mesi precedenti. In particolare:
• L’aumento delle operazioni terroristiche e il picco dei rapimenti evidenziano il passaggio dei gruppi armati da attacchi ad alto costo verso operazioni basate sul controllo delle comunità e sulla ricerca di risorse attraverso sequestri a basso costo.
• L’ampliamento del modello di violenza riflette il crescente indebolimento dell’apparato di sicurezza, soprattutto di fronte a una risposta militare regionale meno efficace rispetto ai mesi precedenti.
Raccomandazioni dell’Osservatorio di Al-Azhar
Alla luce della crescita dei rapimenti di massa e dell’espansione dell’attività terroristica in Africa occidentale, l’Osservatorio raccomanda:
• l’istituzione di una sala di allerta precoce congiunta tra i Paesi della regione per monitorare i movimenti delle cellule armate, soprattutto quelle affiliate a Boko Haram e Daesh Africa Occidentale;
• il rafforzamento della sicurezza di scuole e villaggi situati nelle aree vulnerabili attraverso l’impiego di unità di intervento rapido e pattugliamenti misti nelle zone rurali;
• il potenziamento dei meccanismi per la liberazione degli ostaggi e lo sviluppo delle capacità di negoziazione e sicurezza comunitaria, al fine di ridurre la capacità dei gruppi terroristici di utilizzare i civili come mezzo di pressione politica e finanziaria.


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